The importance of being earnest ANTIVENTO

Una domenica di sole che più luminosa non si può. Temperature miti che annunciano una brevissima tregua dai venti siberiani che attraversano la pianura padana…..che fai? Non ne approfitti? Il Bollettone era diventato un po’ la mia spina nel fianco, perchè sapevo che, con la giusta giornata, regala dei panorami bellissimi sul lago di Como e dintorni. Il problema è che l’ultima volta che ci avevamo provato, oltre ad essermi fatto mezz’ora sui tornanti di Brunate che sono larghi poco più delle mie chiappe, ci eravamo trovati davanti un muro di nebbia, e addio alle mie foto!

Partenza tranquilla alle 10.00, tanto in una 50ina di minuti si arriva all’Alpe del Vicerè di Albavilla. Ampio parcheggio, molto ampio, anche se a quell’ora, con quella giornata, abbiamo fatto fatica a infilarci le macchine. In linea teorica sarebbe un parcheggio a pagamento, ma forse per la Befana han fatto eccezione. Zaini in spalla, ci guardiamo, e tra una cosa e l’altra siamo un bel gruppetto: il Maestro Banana, Fabio, io, Elena, Caterina, Barbara, Norma, Ernesto, Daniele. La tentazione di rapire 2 passanti e tirar su una squadra di calcio è forte, ma io sono panzone e sono immune da questi biechi desideri sportivi. Alle 11.45 ci mettiamo in cammino, baciati dal sole, accarezzati (a tratti schiaffeggiati) dal vento e dal sottofondo musicale creato dalle mie lamentele per la fame.

Ripeto quello che ormai è il leitmotiv delle ultime escursioni: sentiero semplice, adatto a tutti, anziani, donne, bambini, ciclisti (come cavolo si faccia a pedalare in salita ancora me lo dovete spiegare). Sono serio, il verdetto del percorso: fattibile. La prima parte asfaltata, quindi si va su senza problemi. Si, ok, ci sono un paio di punti in cui ho maledetto il me stesso di 3h prima, che aveva infilato nello zaino reflex+ottica di ricambio+1l d’acqua+un pò di cibo+cibo+cibo… ah, c’era anche una felpa! Comunque, dopo poco più di 2km e mezzo di cammino, dopo essere affondato fino alle ginocchia in quello che sembrava un sentiero coperto di foglie ma, evidentemente, non era tale, affronto l’ultimo tratto di sterrato e raggiungo la vetta.

Ci tengo a precisare che non ho ingerito nulla durante il tragitto, ad eccezione di un tartufo al cioccolato fornito dal maestro Banana, che temeva di dovermi portare in braccio. Alle 13.00 spaccate, dopo una manciata di foto, finalmente l’ora della pausa pranzo. Tra una cosa e l’altra ci siamo fermati un’oretta a chiacchierare, prima di riprendere con moooltaaaa caaaalmaaaa la via del ritorno. Un’altra quarantina di minuti di pausa ce la siamo giocata al rifugio Capanna Mara: mi rendo conto che il percorso non sia stato dei più difficili, ma ho ritenuto opportuno premiarmi con un bombardino.

Tra l’altro mi sono fatto anche percolare perchè, visto che sono ancora sprovvisto dell’opportuna attrezzatura invernale, sono andato coi pantaloni termici che usavo per rotolare correre. Può darsi che siano un filo attillati… può darsi… attillati… chiudiamola qui che è meglio. Poco prima delle 16.00 foto di gruppo, saluti e tutti in macchina verso casa. Consiglio il percorso? Sì! E’ finita qui? No, voglio rifarlo salendo da Brunate 😉

Ricapitolando:

PARTENZA

Albavilla (CO)

LUNGHEZZA

11km

DURATA

2:40h

DIFFICOLTÀ

Gioco da ragazzi

DISLIVELLO

410m

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