Questa volta la partenza è stata ritardata da un paio di commissioni da sbrigare, quindi siamo riusciti a lasciare la verde Brianza solo alle 11.10. Con 1,70€ ci buttiamo alle spalle la barriera di Milano, con 1,20€ quella di Varese ed in 50 minuti siamo davanti al Santuario della Madonna del Lago, ad Azzate.
Parcheggiamo, zaino in spalla e alle 12.10 imbocchiamo la pista ciclo-pedonale. La segnaletica è abbastanza presente e ben fatta. Durante il percorso abbiamo incrociato almeno 6 fontanelle, che vista la temperatura e la mia sete sono state una manna dal cielo.
Si parte così, in un tranquillo Sabato di Agosto, per quella che doveva essere una camminata tranquilla alla scalata del monte San Primo. Dico tranquilla perché il livello di difficoltà indicato è “elementare“. Il sarcasmo che passa tra le righe invece è perché chi sta scrivendo è il panzone del gruppo e, il giorno dopo, grazie al dolore, sta scoprendo l’esistenza di muscoli di cui ignorava l’esistenza.
Ed eccoci nuovamente pronti per un’altra escursione! La meta di oggi è il rifugio Santa Rita, situato a 2000 m di altezza, ai piedi del Pizzo dei Tre signori, nella alta Val Biandino.
La giornata si preannuncia faticosa e infatti la maggior parte del gruppo scansa la proposta con false scuse del tipo “devo andare ad una mostra di pacchetti di patatine” o “devo mettere a posto il guardaroba invernale”. Soltanto l’ingenuo Fabio ci casca in pieno rassicurato da un mio commento del tipo “tranquillo, al massimo ci fermiamo e torniamo indietro”.
Il Team è composto dalla nostra Wonder Woman (Monica), il Maestro Banana (Simone) e la Zavorra (Fabio). La meta stavolta è sul confine tra la Svizzera (Canton Ticino) e l’Italia (provincia di Varese). Partiamo da Milano con punto di ritrovo in Località Pradecolo (Dumenza VA). Noi abbiamo fatto la Milano/Laghi ed abbiamo impiegato circa un’ora e trenta, senza particolari rallentamenti. Verosimilmente facendo la Zvizhera potreste guadagnare un po’ di tempo, ma nelle giornate d’estate se gira male vi ritroverete comunque in coda quindi il suggerimento è di partire all’alba!
Il weekend è alle porte e non abbiamo ancora deciso la destinazione della nostra escursione; le montagne del lecchese sono state in gran parte esplorate e la stanchezza accumulata in settimana non ci permette di intraprendere esplorazioni gloriose. Improvvisamente ricordo di aver visto un servizio in tv riguardo la diga del Gleno, che andò distrutta durante un’alluvione nei primi anni 20. Meta trovata! Il gruppetto conta 5 partecipanti che si stringono in una piccola utilitaria per raggiungere Vilminore di Scalve (1018m), località situata poco dopo il passo della Presolana.
Ed eccoci nuovamente in piedi presto, in un caldo sabato di luglio, ad aspettare il mio compare di sventure, decisi questa volta a risalire il monte Resegone dal lato lecchese, per arrivare al rifugio Azzoni (1860m). Seppur in leggero ritardo e con una meno leggera voglia di strozzarmi, a causa della levataccia, il compare passa a prelevarmi e in poco meno di un’ora da Giussano siamo ai piedi della splendida montagna. Il piazzale della funivia per i Piani d’Erna (600m) offre un ampio parcheggio; dopo aver recuperato il resto della ciurma, e rischiato un incidente con l’unica altra macchina presente nel piazzale, decidiamo di lasciare posto in funivia a bambini e anziani (cosa della quale ci pentiremo al ritorno) e risalire la montagna dal sentiero numero 1 che attacca sul lato destro del piazzale, per un totale di 1300m di dislivello.
Italia o Svizzera, Svizzera o Italia…deciso Svizzera! In questo caldo sabato di luglio partiamo in direzione autostrada Como-Chiasso decisi a raggiungere la vetta del monte Generoso, uno dei punti più panoramici del canton Ticino. La proposta riscuote successo, vista anche la splendida giornata e la facilità del percorso; una volta usciti a Mendrisio… ci perdiamo e siamo costretti a mandare Fabio a chiedere informazioni ad un vigile urbano, che con aria annoiata ci informa che siamo finiti ai piedi della ferrovia a cremagliera che porta in cima al promontorio; dobbiamo invece seguire le indicazione per il monte Generoso e in particolar modo per il rifugio Bellavista (1200m), che raggiungiamo in breve tempo e dove troviamo un ampio parcheggio (a pagamento).
Ed eccoci nuovamente qui: oggi la destinazione è il famoso Rifugio Rosalba. Partendo da Milano, ed escludendo traffico/“automobilisti” della domenica inchiodati ai 30 Km/h d’ordinanza, si giunge al comodo parcheggio di piazzale D. Chiappa, Ballabio (LC), località Pian dei Resinelli, in circa 1h. Parcheggiata la macchina decidiamo di imboccare via Carlanta, per poi giungere al termine della via “del Ram” da cui partirà l’escursione (alla fine della via le indicazione dei vari sentieri sono ben visibili).
In un soleggiato weekend di Maggio decidiamo di partire da Milano con destinazione Monte Due mani …. un nome un perché! Premettendo che lo Smilzo, detto anche “il poeta dei monti”, aveva spergiurato sulla facilità del percorso e relativa salita, partiamo carichi a molla sapendo che nulla potrà fermarci! Da Milano Nord abbiamo impiegato circa un’ora per giungere a Culmine San Pietro, dove abbiamo parcheggiato i nostri puledri meccanici. Dopo aver atteso i canonici 5 minuti, VENTI MINUTI, il resto della ciurma, siamo partiti alla volta del Ristorante/Bar Passo Culmine S.Pietro!
Il menù di oggi prevede un salto nella stupenda Val di Mello, meta gettonatissima per i suoi paesaggi e per le rocce tanto amate dai praticanti “Bouldering”. Partiamo da Milano con il navigatore che punta verso San Martino. Mediamente ci si impiegano circa 2 ore per arrivare, per un totale di circa 139 km. La Valle è laterale alla Val Masino, e per la nostra uscita domenicale abbiamo deciso di limitarci a questo, senza spingerci verso il Monte Disgrazia (ma non preoccupatevi che prima o poi ci caschiamo!). Solitamente si parcheggia l’auto nel paese di San Martino per poi procedere alla volta del “gruppo” del monte Disgrazia.
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